30 gennaio: Apre la seconda Porta Sociale

  admin   Feb 11, 2016   Blog, Eventi, Notizie   0 Comment

Il 30 Gennaio scorso si è aperta la seconda Porta sociale, un’altra tappa del percorso che il coordinamento del progetto Giubileo per i Romani (oltre 40 tra reti e singole organizzazioni del Terzo Settore), ha delineato e programmato lungo l’arco dell’intero Anno Santo.

Siamo a Porta Portese, a pochi passi da Trastevere.
È sabato mattino, nei pressi della porta monumentale, si è formato un folto gruppo di persone, alcune già si conoscono, altre si incontrano per la prima volta. La musica che le ha guidate fin là e ora le unisce, accogliendole davanti alla Porta sociale dell’Associazione di Musicoterapia Fedim* e della Scuola jazz corale e bandistica Najma.
Sono i brani interpretati dal gruppo di docenti e studenti della Swingband e i canti popolari ciociari eseguiti dalla Band Etnica della scuola, che attraggono la nostra attenzione, ci inducono a muoverci, a canticchiare, a godere dell’ascolto in compagnia, a fermarci lì per stare insieme 2-3 ore, mentre intorno continua il solito “tran tran” del sabato romano, sempre un po’ frenetico e trafficato.

Ed è sempre la musica che ci accompagna quando il presidente Stefano Martini e la vicepresidente Nadia Facchielli aprono la Porta di Fedim e ci invitano ad entrare per osservare o partecipare attivamente a un setting di musicoterapia, ovviamente non terapeutico ma puramente dimostrativo.

Un grande tappeto sul pavimento e sopra tanti strumenti etnici, diversi mai visti prima. La loro forma già evoca qualcosa di arcaico, di misterioso ed attraente allo stesso tempo. L’istinto ci fa scegliere quello che sentiamo più nostro o che ci incuriosisce di più e in un attimo l’ensemble crea, comunica senza proferire parola, attraverso i suoni. L’energia sviluppatasi e le vibrazioni propagate dagli strumenti e dalle voci in crescendo ci raggiungono, ci pervadono e tirano fuori le nostre emozioni, i nostri vissuti, ci svelano una parte di noi, della nostra personalità che probabilmente non conoscevamo o era rimasta chiusa nel profondo.

“Si tratta di strumenti scelti appositamente per il loro simbolismo arcaico, che risale alle origini dell’umanità. Essi riconducono ai “riti di passaggio”, spiega brevemente Stefano Martini, e aggiunge “l’intensità, la frequenza, il timbro, il ritmo, sono i parametri della musica che il musicoterapista utilizza per delineare diagnosi funzionali e interventi riabilitativi”. “Il progetto Giubileo per i Romani vuole offrire ai cittadini presidi stabili che non chiuderanno al termine dell’anno giubilare, luoghi dove la precarietà e il disagio possano trovare un’adeguata risposta e per questo ha riunito oltre 100 organizzazioni romane”.

La musica è dunque espressione di sè, è creazione, è emozione e può rompere quei silenzi che a volte riempiono la vita delle persone, di quelle che non hanno voce, di quelle che urlano ma senza ricevere risposta.

Rita Mazzeo

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